TOMMASO BROGINI
TOMMASO BROGINI
Pittore
Ciò che è accarezzato non è toccato,
la carezza non sa cosa cerca,
un sapore che è l'essenza del gesto
senza mete finali precise,
l'attesa di un avvenire sconosciuto.
Tommaso Brogini


TOMMASO BROGINI
Via San Niccolò, 87/r 50100 Firenze

 

Michelangiolo

"Tutta questa moltitudine comprenderà che: Il signore rende vittoriosi non soltanto con la spada e con la lancia"; queste sono parole tratte dal testo biblico e spiegano, come esplicitamente si legge attraverso l'immagine della scultura di Michelangiolo, che le armi sono superflue in un mondo dove la cosa fondamentale sta nel saper osservare, vedere e capire, più che la potenza dell'apparenza data dalle armi.

La mia scelta è dipingere!

La mia vita è cambiata ed ha intrapreso un altro percorso il ventotto Aprile millenovecentonovantatre.
Quel giorno, ho avuto un incidente stradale, vicino ad una piazza importante di Firenze, Piazzale Michelangiolo che mi ha visto impegnato in un coma lungo un mese; questo evento mi ha aperto una strada nuova, quella verso l’Arte e partendo dal disegno per riabilitare la funzione della mia mano destra, colpita da una paresi, la mia vita è cambiata. E’ stato proprio il disegno ad accompagnarmi in un viaggio fatto di incontri con i grandi artisti che mi hanno preceduto e, prendendo spunto da loro per apprendere il linguaggio dell’Arte, ho iniziato il mio percorso con le copie d’autore; è stato grazie al percorrere le linee sagge, i segni importanti, che ho potuto imparare il disegno da autodidatta ed in seguito la pittura. L’essermi ispirato ai grandi maestri del passato mi ha dato la possibilità di instaurare un “dialogo” quasi diretto con loro, fatto di segni e pennellate.

Il mio iniziatore è Michelangiolo Buonarroti.
Michelangiolo è diventato per me ciò che Virgilio rappresenta per Dante nel suo viaggio nell’al di là, mi segue, mi accompagna e mi guida in un percorso appassionato che mi vede impegnato tutti i giorni nel mio studio (“Il caffè dei poeti”), in San Niccolò, il quartiere degli artisti e degli artigiani di Firenze, dove dipingo e insegno ciò che ho imparato negl’anni, attraverso corsi di pittura rivolti ad allievi di tutte le età.
La sua lezione è stata per me di fondamentale importanza ed il valore della coerenza che cerco di trasmettere in ogni lavoro che svolgo, sia questo di pittura, di disegno o di scrittura, è sempre un omaggio alla sua lezione, secondo la quale un’architettura è necessariamente legata ad una pittura, così come alla scultura ed alla poesia, poiché tutta l’arte è tenuta insieme da un linguaggio connesso di armonie a “tutto tondo”.
Dipingere per me significa dedicare tanta passione ed attenzione ad ogni segno, ad ogni pennellata, mettendo cura ed amore nei dettagli, nei piccoli passaggi da una forma ad un’altra, di colore in colore, con sensibilità e morbidezza, entrando così in profonda relazione con l’immagine.
La lezione fondamentale appresa da Michelangiolo è quella sulla duplicità, secondo la quale ogni elemento è composto da una sensazione e dalla sua opposta; il bianco non avrebbe senso se non esistesse il nero, così come la donna senza l’uomo, il bene non sarebbe suggerito senza il male, e così via fino all’infinito, al nonfinito. La possibilità di dipingere è offerta dalle due mani e con dedizione ho imparato a lavorare con entrambe, con la destra e la sinistra allo stesso tempo e la sensazione che provo è proprio quella di lavorare a tutto tondo, sentendomi così ancor più in contatto con l’opera che sto realizzando.
Lavorando e sperimentando mi sono reso conto dell’importanza della passione e del tempo da dedicare alla pittura, all’arte. In contrapposizione alle velocità moderne, è per me fondamentale valorizzare il tempo che mi occorre per ottenere un dato colore, una specifica sfumatura o tratto e ciò mi permette di realizzare un piccolo miracolo quotidiano, quello di riuscire a godere del presente in maniera consapevole, attraverso una sorta di dilatazione temporale, composta da altre dimensioni.
E’ anche attraverso ciò che ho compreso realmente le potenzialità dell’Arte, la forza e la libertà che ne derivano quando ci si dedica ad Essa, che “di necessità si può fare virtù”.
Il mio lavoro è suggerito dal contemplare una sensazione e quella opposta, per bilanciare le percezioni; le due figure possono esistere solo se l’una è unita all’altra in un compendio di forza e dolcezza, di forza e sensibilità. E’ l’alternarsi di sensazioni opposte che muove il mondo.

Lettera al David

Caro DAVID,
ti scrivo per parlarti, descriverti e raccontarti,
come faccio ormai da anni, la mia vita.
In un mondo che cerca sempre sicurezza nella tecnologia e nelle “perfezioni” io mi trovo a disagio e per contrapposizione mi sovvieni Tu. Ormai da cinquecento anni passati, cinquecentouno per l’esattezza, vegli sul centro, nella piazza più importante della mia città; a te che hai la possibilità di elevarti, di vedere “disegni particolari”, che spettano solo a chi è capace di portarsi in alto, ti chiedo di intervenire! Abbiamo bisogno , tutta Firenze e non solo, necessita di attenzione, di rendersi migliore a dispetto delle apparenze.
Occorre insegnare la tua lezione, una lezione di Pace. Dobbiamo capire che il modo giusto per affrontare i problemi sta nel saperli studiare, penetrare e conoscere. Tu mi hai insegnato che non occorre tagliare la testa a Golia, piuttosto studiarlo, non essere dotati di “spada e di lancia”, ma guardare attentamente e saper vedere; non sbilanciarsi verso atteggiamenti violenti e offensivi, ma tenere l’arma,il tuo sasso, nella tua mano destra, quella statica che non si dichiara aggressiva e non si lascia prendere da slanci insensati.
Ginnastica mentale ciò che manca alla società attuale; ginnastica intesa come elasticità di pensiero e possibilità di trovare in situazioni di disagio la traccia, la testimonianza di Pace.
Certo che mi avrai ascoltato, ti chiedo ancora, di vegliare su di me, sulla mia città e non solo e grazie per il tuo carattere NONFINITO, il segno che mi fa essere ancora con te.

Tommaso, Firenze 25 settembre 2005

 

David, il Bestiario

David con aquila

Gli studi effettuati sul corpo del David prendono forma da uno studio ben più vasto sulla metodologia di progettazione delle opere di Michelangiolo.
Sono partito dalla sua firma/sigla con la quale siglava alcuni disegni, conservati in casa Buonarroti a Firenze.
Nella foto: David con aquila

David con aquila

Egli usava contrassegnare quest’ultimi con una linea assoggettabile al segno dell’infinito. Sono due e più forme che si specchiano l’una sull’altra formando un movimento che gira su se stesso per più di una volta. Da questo movimento ho colto il significato estrinseco che per Michelangiolo rappresentavano le due forme uguali ma contrarie per verso e gesto. E’ stato facile riscontrare nella sue opere una corrispondenza biunivoca con la sigla che come si può riscontrare agevolmente, fa parte di molte sue opere.
Nella foto: David con falco

David con profilo di uccello

Per capire meglio basta osservare il Tondo Doni, dove tutta la composizione è mossa da un movimento a spirale che spinge verso l’alto, verso Cristo bambino o el suo esercizio fatto nei corpi nudi della suo secondo bassorilievo della Battaglia dei Centauri o nel cartone della Battaglia di Cascina.
Nella foto: David con profilo di uccello

David con tapiro

La stessa inversione la troviamo nel corpo del David che gioca sugli opposti avendo la parte destra statica e la sinistra dinamica. Questa opposizione è perfettamente esplicata nell’inverso movimento offerto dalle sue mani, la destra versa in basso, la sinistra in alto.

Da questa conversazione, contorsione intima tra quest’ultime, dal loro versare al contrario, ho fatto rima tra “versario” e Bestiario ed ho ricavato sul corpo del David figure antropomorfe e vari animali, per assecondare anche un lavoro effettuato dal Maestro nelle sue architetture fiorentine, basti pensare ad alcuni particolari architettonici della Biblioteca Laurenziana di San Lorenzo o altri della Cappella Medicea sempre in San Lorenzo a Firenze.
Nella foto: David con tapiro

David con testa di cavallo
David con testa di cavallo
David testa di cavallo e tucano con becco aperto
David testa di cavallo e tucano con becco aperto
David con profilo di tucano e aquila
David con profilo di tucano e aquila